New York, MOMA: cent’anni di modernità, cent’anni di design nei nuovi allestimenti del museo

mercoledì 23 dicembre 2009, ore 10:31


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Daringtodo

Passare dal MOMA (Museum of Modern Art) di New York non può essere un fatto casuale, soprattutto se si vive dall’altra parte dell’Oceano.  Ma proprio perché saranno numerosi gli italiani che si concederanno una vacanza natalizia newyorchese, il nuovo allestimento proposto nelle gallierie di design e architettura (al terzo piano a voler essere precisi) merita una segnalazione speciale. Si apre oggi, ma, prendete nota, c’è tempo sino a luglio, per poter ammirare “Shaping modernity: DESIGN 1880 – 1980”, una rinstallazione della ricca raccolta di oggetti di “design visionario” (bellissima definizione) custodita dal Museo.

Accanto a questi sono esposti grafiche, frammenti architettonici e tessuti, sempre appartenenti alle  collezione del MOMA, che rivelano i tentativi di più generazioni di plasmare la loro esperienza di vivere nel mondo moderno.

Jules Chéret (French, 1836-1932)

Complessivamente si ammirano 300 opere organizzate in cinque sezioni: Art Nouveau oggetti e manifesti 1890-1914; una sezione sul movimento di design grafico conosciuta come New Typography ‖ (1927-37) ed un’altra dedicata a opere che si concentrano sul rapporto tra macchina,  corpo e  mente (1925-40). Quindi si affronta il “good design” degli anni 1944-56; e per finire si ammirano lavori concepiti dal 1960 al 1970. La reinstallazione è curata da Giulietta Kinchin e Aidan O’Connor.

Per ogni sezione solo i nomi migliori. Così a rappresentare l’Art Nouveau, ci sono – tra gli altri -  Hector Guimard (1867-1942), figura di spicco del movimento in Francia, o ancora  Antoni Gaudí (1852-1926) del quale è presentato il calco in gesso di un pinnacolo  della chiesa della Sagrada Familia di Barcellona. E non mancano i poster dei più famosi incisori del tempo, come il francese Jules Chéret, autore del celebrerrimo poster de les Folies-Bergère, La Loie Fuller (1893) con protagonista la danzatrice americana Loie Fuller.

Nella sezione immeditamente successiva  si viaggia tra le avanguardie artistiche in Europa, dalle correnti sviluppatesi nella Russia sovietica  al Bauhaus di Weimar. Mente, corpo macchina 1925-40 è il filo conduttore della terza sezione incarnata da una gigantesca molla da locomotiva  e da un propulsore

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