Milano Moda Uomo: affari e tendenze all’ombra della Madonnina
venerdì 15 gennaio 2010, ore 10:22

Quattro giorni interi per sapere come vestirà l’uomo nell’autunno-inverno 2010 -2011. Superata la fiera di Pitti Uomo saranno le passerelle milanesi a sentenziare se il classico reggerà e se e come il made in Italy riuscirà a imporsi con nuove forme, nuove idee di stile. Ci diranno se nella nuova stagione vincerà l’uomo macho – tronista, il dandy, l’intellettuale, se il casual sarà sempre più chic o se tornerà un certo rigore, adeguato al clima non proprio lieve di questi tempi.
Frivolezze? L‘industria italiana della moda ha fatturato nel 2009 oltre 56mila milioni di euro (nel 2007 furono 69mila milioni) e le previsioni per il 2010 parlano di 60mila milioni; il che parla di una ripresa e di lavoro per decine di migliaia di addetti. Non si tratta proprio di frivolezze, nonostante la cornice luccicante e la giostra ininterrotta che da domani fino a martertedì trasformerà Milano in un’unica, grande vetrina ad uso dei buyer internazionali – se ne attandono oltre 10mila -, della stampa – un migliaio gli operatori dei media attesi -, dei pr, dei tanti addetti ai lavori che in una maniera o nell’altra fanno parte del circo. Milano Moda Uomo è la più importante kermesse mondiale dedicata al pret-à-porter maschile, organizzata e promossa dalla Camera Nazionale della Moda Italiana. In questa edizione vedrà i migliori stilisti del made in Italy, ma non solo, presentare le loro creazioni uomo per l’autunno/inverno 2010-2011. In calendario un totale di 85 collezioni: 38 sfilate per 35 marchi, 28 presentazioni e 22 presentazioni su appuntamento.
Per la prima volta a Milano ci saranno anche le creazioni di John Galliano, poi il ritorno di Mila Schon che mancava dal 2001; e ancora Armani, Jil Sander, Carlo Pignatelli, Ferrè, Cavalli, Ferragamo, Vivienne Westwood, Prada, Gucci, Versace e così via, un lungo elenco di nomi e marchi che, piaccia o meno, finiscono per influenzare i gusti di ognuno.
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